DONNE: QUANDO LA TORTURA DIVENTA PULIZIA ETNICA

“Non so il nome di tutte le ragazze, ne conoscevo 5 perché erano del mio villaggio: Z. di 12 anni, M. di 17 anni, M. meno di 17 anni, A.. meno di 17 anni e M. di 24 anni. I soldati venivano nella stanza e ci violentavano ogni giorno. Gli stupri avvenivano regolarmente, ci violentarono tutte. Ci dicevano che volevano che avessimo bambini serbi. Qualcuno ci diceva che gli era stato ordinato di violentarci.” (A. ragazza bosniaca di 17 anni)

La tortura nei confronti delle donne assume quasi sempre la forma di stupro. Essa serve a intimidirle, forzarle, umiliarle, punirle e a colpire, attraverso il loro corpo, gruppi familiari e intere comunità. Quando i governi affrontano una insurrezione o una rivolta, i soldati e i gruppi paramilitari controllati dall’esercito fanno ricorso allo stupro per cercare di estorcere informazioni alle donne sospettate di avere contatti con i guerriglieri o semplicemente per punire chi vive in aree la cui popolazione è sospettata di solidarizzare con i rivoltosi. La violenza sessuale diventa così parte integrante di una strategia militare.

 

Nei conflitti etnici in particolar modo, le donne vengono colpite non perché realmente pericolose, ma solo perché sono le “donne del nemico”, potenziali generatrici di futuri nemici. Uccidendole, stuprandole o torturandole si vuole in realtà colpire gli uomini a cui esse “appartengono”. Un esempio sono gli stupri sistematici da parte dell’esercito serbo bosniaco durante la guerra nella ex Jugoslavia, il cui obiettivo finale era la morte o una gravidanza coatta. Infatti, per la mentalità tradizionale, non è la donna, ma l’uomo a determinare l’appartenenza etnica del nascituro. Così attraverso lo stupro etnico, la propria etnia veniva diffusa. In Bosnia molte donne violentate sono state detenute in campi di concentramento fino a che la loro gravidanza era in uno stato così avanzato che l’aborto sarebbe stato impossibile.

Un’altra terribile pratica nei confronti della donna è la mutilazione genitale, anch’essa una forma di tortura. Soltanto in Africa si stima che siano oltre 135 milioni le bambine, le ragazze e le donne mutilate. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità ogni anno vengono mutilate 2 milioni di ragazze, circa 6000 al giorno.