IL SISTEMA DELL'IMPUNITA'

Com’è possibile che in uno stato moderno possa ancora esistere la tortura ? che nessuna vittima non urli al mondo la sua sete di giustizia ? che non trapelino notizie dai giornali o dalla televisione ? che nessun giudice o nessun giornalista ne condanni l’esistenza ? Ci sono governi che si reggono in larga misura sul terrore…

“I responsabili circolano liberamente per le strade. Sequestratori, torturatori, generali, colonnelli. Capita di incontrarli in un bar, in un ristorante, in un cinema. Capita anche che qualcuno li riconosca e li insulti. Di solito il criminale accenna un sorriso beffardo e si risiede a tavola, bene o male soddisfatto di essere ancora qualcuno. Ecco cos’è l’impunità” (Marco Bechis, regista di Garage Olimpo)

La tortura può sopravvivere solamente se intorno ad essa si regge un vero e proprio sistema dell’impunità il cui scopo è quello di proteggere i torturatori anziché le loro vittime, impedendo che i primi siano condannati per i loro atti criminali e che alle seconde venga resa giustizia. Le fondamenta su cui si regge il sistema è lo scopo stesso della tortura, che non è solo quello di ottenere informazioni o estorcere confessioni, ma quello di instillare terrore nella vittima e intorno a lei;è per questo che è indispensabile che la vittima sopravviva ! Difficilmente la vittima o i suoi parenti parleranno, per paura di ritorsioni.

Se qualcuno riesce a trovare il coraggio per superare questo primo ostacolo si trova di fronte a un muro ancora più alto fatto di minacce di morte verso sé e i propri familiari allo scopo di far ritirare la denuncia.

Se tuttavia un magistrato coraggioso ,incurante del rischio di essere rimosso dall’incarico, radiato o assassinato, apre un inchiesta, il sistema dell’impunità può adottare diverse tecniche: un medico spergiuro testimonia che non c’è mai stata tortura, il nome della vittima sparisce dai registri della prigione, improvvisati testimoni giurano di essere stati in cella con la vittima e che questa non si è mai lamentata del trattamento e così via.

Se infine si arriva ad un processo, vengono presentate ulteriori testimonianze e perizie, i mass media pubblicano fiumi di articoli e servizi sulle “istituzioni in pericolo” e sulla “necessità di difendere il paese” e infine un giudice dipendente dall’esecutivo assolve l’imputato perché “il fatto non sussiste”

Se poi la condanna è proprio inevitabile si può sempre ricorrere ad una legge di amnistia!

L’Arabia Saudita, la Cina, l’Iraq,il Messico (in particolar modo in Chiapas), il Perù  o il Myanmar, solo per citarne alcuni, sono paesi i cui governi si reggono su un sistema come questo .