Il Vero Costo Dei Diamanti



Per molte persone, i diamanti sono sinonimo di amore, felicità o ricchezza. Per molte altre, invece, significano guerra, sangue, morte e povertà.
In alcuni paesi africani come l’Angola, la Repubblica Democratica del Congo (DRC) e la Sierra Leone, i profitti provenienti dal commercio illegale dei diamanti sono utilizzati per finanziare i conflitti armati. Decine di migliaia di civili sono stati uccisi o torturati e migliaia di bambini soldato sono costretti a fare un mestiere crudele e sanguinario.
Il commercio dei diamanti nella Repubblica Democratica del Congo è stato una delle principali cause del conflitto armato, che ha coinvolto almeno sei eserciti di governi stranieri e molti gruppi politici armati. Così in Angola, dove durante i trenta anni di guerra civile, il gruppo politico armato UNITA ha utilizzato i profitti provenienti dai diamanti per comprare armi. I diamanti sono stati anche uno dei fattori principali che hanno dato origine al conflitto armato in Sierra Leone. Il gruppo ribelle del Fronte Unito Rivoluzionario (RUF) ha controllato le aree di produzione dei diamanti del paese ed ha utilizzato il denaro proveniente dalla vendita dei diamanti per procurarsi armi ed altri tipi di aiuto militare. Il governo della Sierra Leone ha già messo a punto un primo sistema di certificazione per l’esportazione dei diamanti approvato dall’ONU. Il governo Liberiano è stato costantemente accusato di aver rotto l’embargo smistando i diamanti provenienti dalle aree della Sierra Leone controllate dal RUF. Anche nella stessa Liberia, i civili subiscono violazioni dei diritti umani da parte delle forze governative e di gruppi armati nel nord del paese. Sebbene pochissimi diamanti vengano estratti in Liberia, le vendite di questo paese sono altissime, ed il governo di Charles Taylor è stato accusato di utilizzare i profitti provenienti dal commercio dei diamanti per finanziare l’acquisto di armi. Negli ultimi due anni l’industria dei diamanti, alcuni governi e gli organismi internazionali come l’ONU si stanno impegnando per mettere fine al commercio mortale dei “diamanti insanguinati ”. Il "Kimberley process" è stato costituito su iniziativa del Sudafrica da rappresentanti di governi, organizzazioni internazionali (ONU), numerose organizzazioni non governative, e operatori economici del settore diamantifero, per arrivare alla definizione di un sistema di certificazione dei diamanti grezzi che possa garantire la provenienza da legittimi impianti di estrazione. L’obbiettivo è quello di fermare il commercio illegale di questi diamanti, che costituisce la principale fonte di finanziamento per l’acquisto delle armi che alimentano i conflitti e provocano le conseguenti gravissime violazioni dei diritti umani. Amnesty International, insieme ad altre organizzazioni, sta chiedendo in tutto il mondo che si ponga in essere un intervento decisivo ed immediato per controllare il commercio dei diamanti. Tutti i paesi coinvolti nell’estrazione, la distribuzione e la lavorazione dei diamanti grezzi dovrebbero rispettare i minimi standard internazionali, ed il loro rispetto dovrebbe poter essere controllato attraverso un accurato monitoraggio internazionale. I diamanti dovrebbero essere posti sotto controllo dalla miniera fino all’esportazione ed attraverso il commercio ed il processo di lavorazione negli altri paesi.
La certificazione dell’origine è essenziale per assicurare il consumatore sul fatto che essi non hanno contribuito alle violazioni dei diritti umani.
L’industria dei diamanti è chiamato ad appoggiare nel suo stesso interesse questi controlli a tutti i livelli, anteponendo in questo modo il dovere morale al puro profitto.