Russia: Giustizia in Rosso.

RUSSIA: Giustizia In Rosso
    Violazione dei Diritti Umani nella Federazione Russa

Russia: Giustizia in Rosso. Violazione dei Diritti Umani nella Federazione Russa

RUSSIA: Giustizia In Rosso   La Situazione Dei Diritti Economici e Sociali (DES)  
SITUAZIONE ECONOMICA IN RUSSIA

Ci sono molte ragioni che spingono a svolgere attività economiche nella Federazione Russa, come le abbondanti riserve di petrolio e gas e l'enorme ricchezza mineraria della Siberia. La mano d'opera è altamente qualificata e, rispetto a molti altri paesi, relativamente poco remunerata. Il deprezzamento del rublo rende i prodotti ed i servizi russi poco costosi. La Federazione Russa guidata dal presidente Vladimir Putin è vista come un alleato dell'Occidente e dopo alcuni anni di turbolenza sono stati ripristinati sia la stabilità politica che la crescita economica.

Dopo la nascita della Federazione Russa dal collasso dell'Unione Sovietica (URSS) nel 1991, la nuova forma di governo si basa sull'elezione attraverso il voto del popolo. L'economia è stata aperta al libero mercato e sono state introdotte una nuova Costituzione e molte riforme legislative. Tuttavia, la liberalizzazione in campo economico non è stata accompagnata dalla creazione di efficaci meccanismi di regolazione. Un ristretto numero di persone ha ottenuto consistenti guadagni, mentre molte altre hanno dovuto affrontare avversità ed insicurezza. Nella sfera politica si è assistito ad un notevole incremento delle libertà di espressione e di movimento. C'è stata altresì una crescita dei movimenti nazionalisti e separatisti. Sul fronte dei diritti umani, alcune delle gravi violazioni che per molto tempo si erano verificate nella ex Unione Sovietica sono state eliminate; continuano però a verificarsi abusi su larga scala ad opera degli agenti e delle forze di sicurezza della Federazione Russa, spesso in un clima di impunità.

Malgrado il proprio potenziale economico e le riforme politiche, la Federazione Russa rimane un posto estremamente difficile per sviluppare un’attività economica. In proporzione alle dimensioni dell'economia, l'investimento diretto da parte di aziende straniere è basso. Le aziende si sono sistematicamente lamentate del fallimento da parte del governo centrale e di quello locale nel far rispettare le leggi, della mancanza di trasparenza nel processo decisionale e nella formulazione di regole, del clima di insicurezza per le attività economiche, dell'influenza della criminalità organizzata e della corruzione dominante.

COSA DEVE ESSERE FATTO

Le aziende, come le persone, devono potere avere fiducia nel fatto che le istituzioni e gli atti compiuti dallo Stato proteggano i propri diritti fondamentali. Alcune imprese internazionali hanno sostenuto che il clima per gli affari nella Federazione Russa può essere reso sicuro da un chiaro codice volontario di comportamento aziendale, da un incremento delle retribuzioni per i funzionari pubblici e governativi, accompagnate da leggi fiscali trasparenti, da una nuova legge sul fallimento e da una minore discrezionalità per i funzionari. Ma tutto questo sarà sufficiente?

Amnesty International ritiene che i problemi delle imprese in Russia siano strettamente legati al funzionamento della società nella Federazione Russa e che se non vi saranno cambiamenti significativi per il rispetto dei diritti umani e della legge, il clima economico non potrà migliorare. Gli standard sui diritti umani, che mirano a proteggere gli individui da trattamenti iniqui ed abusi da parte degli Stati, dovrebbero essere alla base di ogni legislazione.

GLI STANDARD SUI DIRITTI UMANI SI APPLICANO ALLE IMPRESE?

Molti standard internazionali sono costituiti da trattati che sono firmati e ratificati dai governi. Gli stati sono quindi legalmente vincolati dai trattati. Alcune aziende hanno sostenuto che dal momento che sono gli stati - non le aziende - ad essere contraenti dei trattati, i contenuti di questi non si applicano alle imprese. Questo non è vero. I governi che ratificano i trattati sui diritti umani devono intraprendere misure per assicurare il rispetto dei diritti ivi sanciti. Uno dei modi con cui i governi attuano i trattati internazionali è attraverso le proprie leggi interne. Le aziende devono rispettare queste leggi e quindi devono indirettamente rispettare le disposizioni dei trattati sui diritti umani che i governi hanno ratificato.

In più, quando uno Stato incarica un'impresa di svolgere una funzione statale (ad es. nei servizi pubblici), esso è vincolato ad assicurarsi che l'impresa agisca in maniera conforme con gli obblighi che lo stesso Stato ha ai sensi della normativa internazionale.

Oltre ai trattati legalmente vincolanti, ci sono altri standard che non hanno la stessa forza di un vincolo normativo, ma che individuano dei principi minimi di buone prassi a cui tutte le imprese dovrebbero fare riferimento.

Tutte le aziende hanno la responsabilità diretta di rispettare i diritti umani nell'ambito del proprio operato. I loro dipendenti e le altre persone con le quali lavorano sono titolari di diritti quali la libertà dalla discriminazione, il diritto alla vita e alla sicurezza, la libertà dalla schiavitù, la libertà di associazione, compreso il diritto di formare sindacati, ed il diritto a condizioni di lavoro eque. Le imprese devono prestare particolare cura ad accertarsi che le loro disposizioni inerenti la sicurezza non provochino abusi dei diritti umani.

Le imprese che utilizzano il lavoro dei detenuti devono prendere ogni precauzione per proteggere i diritti umani dei prigionieri. Il lavoro in carcere è un'importante fonte di sostegno finanziario per molti prigionieri, ma può portare ad abusi. Formalmente i prigionieri russi hanno diritto ad essere pagati in maniera adeguata per il loro lavoro. L'articolo 105 del Codice di Procedura Penale stabilisce che i prigionieri hanno diritto a salari in linea con quelli stabiliti dalle leggi in vigore e il livello degli stipendi non può essere inferiore allo stipendio minimo. Ma di fatto le retribuzioni dei prigionieri sono soggette a ritenute per contributi ai fondi pensioni, al sostegno all'infanzia, al vitto ed a "servizi vari". Nella Fabbrica di Vestiti Vladimir negli anni 1999 e 2000 le donne prigioniere guadagnavano 500 rubli al mese (circa 20 euro), ma ne incassavano solo la quinta parte. I prigionieri che lavorano in altre fabbriche guadagnano anche molto meno.

Amnesty International ritiene che la comunità imprenditoriale abbia anche una più ampia responsabilità legata all'uso della propria influenza per promuovere il rispetto per i diritti umani nell’esercizio delle proprie attività.

Un buon modo posto per cominciare consiste nell'elaborare un codice di condotta che riconosca esplicitamente gli standard internazionali sui diritti umani e nello sviluppare le politiche di amministrazione ed operative per applicare il codice a tutti i livelli, comprese le filiali, i partner, i subappaltatori e gli associati. Le aziende dovrebbero inoltre controllare periodicamente a che punto si trovano -nella realizzazione di questo impegno- attraverso un dialogo costante con le organizzazioni non governative (ONG). Dovrebbero consultare le comunità locali e dovrebbero rendere pubblica una valutazione indipendente sul rispetto effettivo del proprio codice di comportamento.

RITORNO DEGLI INVESTITORI

Negli ultimi due anni gli investimenti stranieri sono andati crescendo, ed anche il denaro russo che era fuggito all’estero ha iniziato a rientrare.

Come esempi di nuovi investimenti si possono citare:

  1. L’azienda automobilistica FORD ha inaugurato il primo stabilimento di auto di proprietà straniera, alle porte di San Pietroburgo.
  2. Un’altra azienda automobilistica, la General Motors ha preso parte ad un investimento di 300 milioni di dollari con la Avto VAZ della Russia.
  3. La finlandese Metso Oy, il maggiore produttore di macchinari per le attività minerarie, fornirà alla Siberia attrezzature per la lavorazione dei diamanti.
  4. La fabbrica di aerei Boeing ha dichiarato che degli ingegneri Russi stanno partecipando ad un progetto per produrre un velivolo sonico, che volerà più alto e più veloce degli attuali aerei passeggeri.
  5. L’americana Motorola ha costruito una fabbrica di software a San Pietroburgo.
  6. La statunitense Intel ha insediato laboratori di ricerca a Sarov, Nizhny, Novgorod, e pianifica espansioni a San Pietroburgo e Novosibirsk.
IL PETROLIO RUSSO: LA FORZA PORTANTE

La Federazione Russa è ottava al mondo per riserve petrolifere possedute, la prima per riserve di gas naturale e la seconda per riserve carbonifere. E’ il maggior esportatore mondiale di gas naturale, uno dei maggiori esportatori di petrolio, ed il terzo consumatore di energia.

Poiché l’energia ammonta ai 2/5 delle esportazioni russe, e a più del 10% del Prodotto Interno Lordo reale della nazione, l’economia russa è estremamente sensibile alle fluttuazioni del prezzo globale dell’energia. Il boom del prezzo del petrolio nel 1999-2000 ha sostenuto la crescita economica della Federazione Russa, mentre il successivo calo dei prezzi ha danneggiato la sua economia. La crescita economica conseguita fino al 2000 ha aiutato la nazione a rimborsare una parte del proprio debito estero.

SFIDUCIA DIFFUSA

Nonostante segnali di crescente fiducia nell’economia Russa, gli investimenti esteri effettivi nella Federazione Russa rimangono relativamente bassi. Nel 2000, gli investimenti esteri in USA sono stati di 316 miliardi di dollari, in Cina sono stati di 39 miliardi di dollari, mentre nella Federazione Russa si sono fermati a 2.7 miliardi di dollari. Secondo il Servizio di Consulenza sugli Investimenti Esteri della Banca Mondiale: “C’è troppa incertezza, poiché l’interpretazione e l’applicazione delle leggi – dalla registrazione di una nuova azienda, all’acquisto della terra, al pagamento delle tasse – cambia rapidamente e dipende da quale funzionario governativo si occupa dell’interpretazione o dell’applicazione. C’è troppa corruzione – da funzionari di alto livello che chiedono ‘partecipazioni’ nelle aziende che sembrano destinate ad essere profittevoli – ai più oscuri funzionari di dogana o delle tasse.”

Nell’opinione degli imprenditori, molte istituzioni russe prosperano grazie all’ambiguità. I confini tra autorità federali e regionali restano confusi, così come i limiti tra le funzioni pubbliche e le attività private, nonostante le riforme istituite dal governo Putin.

A causa degli alti livelli di criminalità e della diffusa sfiducia nella polizia, molte aziende si sono accollato il compito di proteggere in proprio le loro attività, o hanno affidato questo incarico ad imprese private di sicurezza. Il rischio di abusi dei diritti umani è quindi elevato. Molte di queste imprese di sicurezza sono totalmente all’oscuro dei principi internazionali che configurano un comportamento accettabile, alcune sono organizzazioni criminali, come quelle associate con quella che i media russi chiamano la “Mafiya”. Recenti vertenze sulla proprietà hanno visto azionisti di minoranza presentarsi ad un incontro con guardie di sicurezza armate fino ai denti, e si riportano scontri armati in una cartiera tra un esercito privato, guardie armate e lavoratori.

Amnesty International riconosce che in alcune nazioni ed in certe situazioni, le aziende abbiano bisogno di impiegare forze di sicurezza per proteggere i loro lavoratori ed i loro beni. Amnesty International esorta le imprese ad assicurare che i loro metodi (e quelli delle aziende che vengono di ciò incaricate) siano coerenti col rispetto dei diritti umani.


LA PRASSI ECONOMICA: REGOLE NON SCRITTE

L’attuale contesto normativo che governa i comportamenti nell'economia e nel commercio della Federazione Russa, consente il ricorso a regole non scritte, arbitrarie, e soggette a frequenti cambiamenti. “L’incoerenza delle regole formali costringe praticamente tutti i Russi, volenti o nolenti, a violarle. L’economia opera in modo tale che c’è sempre qualcosa per cui essere arrestati: chiunque può essere incriminato e trovato colpevole di qualche infrazione. Poiché le violazioni sono così diffuse, la punizione è selettiva e dipende da criteri informali, extra-legali. Queste regole non scritte intervengono a compensare i difetti della legge, e sono alla base di spinte selettive. Tutto questo però alimenta la non-trasparenza delle regole del gioco in Russia.”. Le controversie sono spesso risolte informalmente, con bustarelle, usando conoscenze personali, o con la forza, senza ricorrere ai tribunali.

Un risultato dell’arbitrarietà nel sistema legale è che allo scopo di eseguire le più comuni pratiche commerciali, le imprese devono assicurarsi la
krysha (protezione). Collegando economie legali e criminali, la protezione può prendere la forma di sicurezza fisica, protezione della proprietà, riscossione dei crediti, assistenza ai clienti, consulenza economica e legale, e privilegi bancari. Le aziende hanno bisogno di faccendieri e servizi di sicurezza privati esperti nel barcamenarsi in complesse sfere finanziarie e legali. Questi fornitori di servizi combinano esperienza professionale in regole formali come leggi fiscali, licenze, contabilità, banche ed insolvenze, con servizi informali che includono la riscossione dei crediti e la raccolta di informazioni mediante sorveglianza. Spesso sono usate maniere forti. Alcune delle compagnie private di sicurezza sono guidate da ex-funzionari del KGB, che hanno accesso ad informazioni che potrebbero compromettere i rivali in affari.

Amnesty International richiama le imprese ad esaminare attentamente i precedenti delle imprese che forniscono servizi di sicurezza, per assicurarsi che esse non abbiano commesso abusi dei diritti umani nel passato. Le aziende dovrebbero firmare contratti con i fornitori di servizi di sicurezza per garantire che regole e responsabilità siano chiaramente definite, e che i loro metodi, politiche e pratiche rispettino i diritti umani. Le imprese dovrebbero richiedere che i dipendenti delle aziende private di sicurezza siano esperti dei Principi Base delle Nazioni Unite sull’Uso della Forza e delle Armi da Fuoco da parte delle Forze dell'Ordine e che essi rispettino il Codice di Condotta delle Nazioni Unite per le Forze dell'Ordine. Le ditte ed i loro fornitori di sicurezza non devono commettere abusi dei diritti umani, in particolare con l'uso spropositato della forza.


Il Ministero degli Affari Interni (MVD) ha stimato che nel 1996 erano presenti 8000 bande criminali operanti nella ex Unione Sovietica. Ha anche affermato che il 40% del commercio privato, il 60% di quello controllato dallo Stato, e più della metà delle banche fossero sotto il controllo di organizzazioni criminali.

Alcune aziende hanno detto ad Amnesty International che molte di esse sono costrette a comprare la protezione delle bande criminali organizzate, allo scopo di poter lavorare, e spesso non esiste altra scelta che affidarsi ai favori di specifici funzionari, piuttosto che alle regole della legge. Tutto ciò alimenta la corruzione e, viste le scarse restrizioni istituzionali o legali per tali attività, molti funzionari si comportano come se avessero illimitata libertà di azione per la
“kormlenie”, un termine in gergo che significa “abuso di pubblico ufficio per interesse privato”.

Le imprese del settore estrattivo dovrebbero sottoscrivere i Principi Volontari sulla Sicurezza ed i Diritti Umani.


CORRUZIONE

La corruzione si presenta a diversi livelli. A livello nazionale ed internazionale, le decisioni e le strategie degli alti funzionari sono talvolta influenzate da bustarelle ed incentivi. A livello locale, i poveri non sono talvolta in grado di accedere a beni e servizi pubblici perché questi vengono accaparrati dalla gente che può permettersi di pagare una tangente. A livello intermedio c’è l’area grigia delle pratiche comuni che possono essere corrotte o meno, come le facilitazioni dei pagamenti, le provvigioni industriali, gli incentivi, i premi ed altri vantaggi.

Il Programma di Sviluppo delle Nazioni Unite ha concluso che a causa della corruzione i poveri ricevono un minor livello di servizi sociali, e si generano carichi fiscali più elevati. La corruzione ritarda lo sviluppo, il che a sua volta ritarda la progressiva realizzazione del godimento dei diritti economici, sociali e culturali. Favorendo un gruppo contro un altro, la corruzione perpetua la discriminazione. Il mantenimento di un’amministrazione corrotta richiede restrizioni alla libertà di espressione (e specialmente di critica) e l’uso coercitivo del potere dello stato, che viola i diritti civili e politici dei cittadini. La corruzione dunque contribuisce alla violazione dei diritti umani su tutti i fronti.

C’è un forte argomento economico che dovrebbe spingere le aziende a premere per una più efficiente infrastruttura legale di contrasto alle pratiche corruttive nella Federazione Russa. In un caso, quando Euro-Asia Investment Holdings cercò di riscuotere 6 milioni di dollari che le spettavano dopo che un tribunale aveva emesso una sentenza a suo favore, la ditta russa debitrice semplicemente sparì. Una funzionaria della ditta americana ricevette minacce di morte quando sollecitò la riscossione del debito.

COSA DOVREBBERO FARE LE IMPRESE

  • assicurare che la loro policy e la loro condotta, comprese quelle riguardanti la selezione e l'assunzione di personale, siano prive di ogni forma di discriminazione per motivi di sesso o di origine etnica o razziale;
  • utilizzare lavoro forzato o sfruttare il lavoro minorile;
  • monitorare il rispetto dei diritti umani da parte delle compagnie che garantiscono la sicurezza degli stabilimenti;
  • non affidare l'incarico a ditte che si sono rese responsabili di abusi dei diritti umani;
  • intraprendere azioni per evitare ogni forma di complicità in violazioni dei diritti umani.
COSA POSSONO FARE LE IMPRESE

  • scrivete il vostro codice di condotta;
  • evitate pratiche corruttive;
  • garantite il rispetto dei diritti umani;
  • non alimentate il commercio di diamanti provenienti da aree di conflitto;
  • rendete pubbliche le informazioni;
  • il Global Compact ONU: uno strumento utile;
  • usate la vostra influenza per promuovere i diritti umani.
Scarica il vademecum fare affari in Russia

 
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